21/11/2011
versione definitiva della bozza del 07/03/2010
C'era una volta una favola ormai finita
che nel retro copertina celava altre vite:
quella di una donna che mi dimenticò,
quella di un uomo che poi la conquistò.
Precisamente, lei giocava a far la donna:
viveva in un corpo di appena diciott'anni.
Precisamente, lui giocava a fare l'uomo,
ingannando chi aveva dieci anni di meno.
Una sera di dicembre, lontani dalla gente,
erano pronti a scambiarsi tutti i loro sensi:
lei si fidò di lui, e senza alcuna protezione
lasciò fuori dalla stanza anche la ragione.
Ma fu lei che guidò lui nei suoi movimenti,
e si lasciò andare senza un ripensamento,
fino al momento in cui, finita quella magia,
come se avesse colpe, lui, se ne andò via.
Lei, dopo poco, cominciava a stare male,
a lui non disse nulla, ma non era naturale.
Complice un ritardo, lei non tardò a capire:
quella sera di dicembre smise di giocare.
"Non mi piace, questa roba è da buttare",
le voleva dire lui, cercando migliori parole.
Ma non trovò di meglio di un finto "Ti amo,
dimmi, tuo padre accetterà se lo teniamo?".
Ma lei si sentiva sola, pur avendo vita dentro,
e trovò un po' di conforto in un camice bianco.
Chiuse gli occhi e quella vita chiuse gli occhi,
e lei corse via lontano, evitando mille specchi.
Lui si sentiva liberato dal pericolo scampato,
ed al telefono con lei c'era un pianto recitato.
Ha dimostrato la sua età soffocando la realtà,
confondendo il cuore di una donna che non sa.
Lei non sa cos'è l'amore, non sa cos'è l'istinto,
si vuole troppo male lasciandosi morire dentro.
Non sa più guardar negli occhi i propri genitori:
perché è il loro frutto vivo, e non è la spazzatura.
L'errore non è quello di avere un bimbo dentro
ma quello di considerarlo poco più di uno sbaglio.
Ma ecco che l'amore mostra tutti i suoi confini,
si veste di incoscienza e scompare in un baleno.
È l'incubo infinito di chi non rispetta il tempo,
di chi non sa aspettare che si svegli la coscienza.
Ecco che un amore dell'amore non ha niente:
non può andare oltre ad un intreccio di coperte.
C'era una volta una favola ormai finita
tra me ed una donna, oggi cambiata,
rimasta segnata da un grande dolore,
come terra arida che fa morire i fiori.
Forse penserà a quando era con me,
a quando si parlava di un futuro in tre,
all'eventualità di un figlio all'improvviso,
deciderne il nome immaginando il viso.
Lei non può restare ancora insieme a lui,
c'è un riflesso scuro dentro gli occhi suoi,
lui che, a quasi trent'anni, ha dimostrato
chi è quell'uomo per cui lei mi ha lasciato.


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