09/11/2011
Per una lettura più chiara, consiglio di leggere prima la pubblicazione precedente:
"Fischi"
"Fischi"
E il pubblico fischia
se chiudo il sipario
e apro il mio diario
letto da pochissimi.
Saranno i prossimi
gli spettatori graditi:
tra pareri più sentiti
e le loro mille storie,
condividere parole,
sensazioni, sbagli,
sarà la meraviglia
della nuova libertà.
E cerco la serenità
in questa solitudine
che mi fa di ruggine:
niente mi tocca più.
Vorrei stare più su
della metà del cielo
dove, tra blu e nero,
non so cosa vedere,
neanche cosa volere
da questa mia penna
che corre e si ferma,
come fa il cuore mio.
Esiste solo l'artificio
tra le nostre abitudini,
non le cose semplici
che, invece, io vorrei
per sentirvi tutti miei,
come se foste fratelli,
non vedervi tra quelli
che esaltano la vanità.
E mai nessuno crederà
ad un uomo, se sincero:
è peggio mostrarsi vero
anziché fingersi un altro.
Scendendo dal palco
- quella fragile trincea -
m'intravede la platea:
e sono fischi. Ancora.


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