21/10/2011
Ho visto il Cielo scaricare fulmini, ed io che ci stavo sotto
avrei preferito il mio letto, speravo che la smettesse allora.
Non ho avuto paura, anche se la tempesta fa il fiato corto,
ma non importa, io ci stavo sotto quella volta, per lavoro,
ma era come ogni volta che ho dovuto cavarmela da solo.
Solo, come il cane nero che mi ringhiava addosso,
non aveva amici, e perciò si difendeva attaccando:
lo ammetto, ho un po' esitato a fare un altro passo,
per una serie di ragioni, però, ero obbligato a farlo
senza paura, e lui, sorprendendomi, ha fatto spazio.
Eppure il coraggio non è affatto questo,
non è affrontare cani arrabbiati o fulmini:
coraggioso è chi può tenere alta la testa,
cammina, e non ha paura...degli uomini.
Sono un codardo, io, li temo tanto da evitarli;
gli uomini, la falsità, la loro ignoranza di fatto,
le risate al bar, le loro voci, sono come tarli:
ti lasciano più segni di una rissa da sconfitto.
Non vale niente una vita passata a tremare,
a doversi giustificare per le proprie abitudini,
a capire, a sforzarsi inutilmente di sognare,
e preferire il male minore, questa solitudine.
Questa mia vita nemmeno vale più di niente
agli occhi di chi non ti accetta e non cambia,
per loro ridi, sei stupido; piangi, sei perdente;
sogni e sei un illuso, ma se vivi, devi imitarli.


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