TEMPORANEAMENTE IN MANUTENZIONE

Solo tra le illusioni

28/09/2009

La mia vita è coerente, mira sempre verso il cuore, 
mi spara con freddezza, sempre con il silenziatore. 
E nessuno può ascoltare, e nessuno può capire, 
ognuno si protegge con un: "Sai non ti so dire..." 

Queste, sono le stesse persone che mi dicono: "Tu sei speciale, non cambiare mai". Un complimento bellissimo, hanno utilizzato sedici secondi della propria vita per chiedermi di non cambiare mai. Superficialmente, gli occhi lucidi diventano lo specchio di un cuore rinfrancato da sei parole scritte in sedici secondi, un piccolo gesto...ma pur sempre un bel gesto. Siccome, però, io non sono superficiale (d'altronde se lo fossi non avrei questa passione per la scrittura), mi lascio inchiodare al petto l'altra faccia della medaglia, ed anche a me bastano sedici secondi e sei parole per affermare che "nessuno piangerebbe se io cambiassi davvero". Fino a pochissimo tempo fa, non ve lo nascondo, ero una persona che cercava sempre il consenso generale. Quando diffondevo qualcosa che avevo scritto, mi bastava un "bravo" per sentirmi ripagato. E no, ho capito che così non è giusto, per vari motivi. Innanzitutto perché in quello che faccio per qualcuno, in quello che scrivo, in quello che non ho paura di dire, ci metto l'anima, lasciate perdere se lo faccio per gloria o per amore verso il prossimo, fatto sta che lo faccio. E non è corretto che chi legge, chi si fida di me e mi racconta ogni dettaglio della sua vita, debba cavarsela con un "bravo" o con un "sei speciale, non cambiare mai". Perché non è quello che voglio, piuttosto vorrei barattare tutte queste parole con una persona che mi stia vicina in questo momento, ed in momenti come questo. 
Che momento? 

Sono mesi che le donne si travestono d'amore, 
sono mesi che, da solo, accendo lumi di paura, 
mesi che guardo tramontare il sole ed il futuro, 
mesi che non ho più nessun sogno da sognare. 

Senza troppi giri di parole, sono solo. E qui, superficialmente, molti dei miei amici potrebbero offendersi. Ma siccome, però, i miei amici non sono superficiali (d'altronde se lo fossero non sarebbero miei amici), avranno già colto la differenza tra un capriccio ("mi sento solo"), ed una richiesta di aiuto ("sono solo"), e soprattutto avranno già capito cosa intendo dire, affermando di essere solo. Avete tutte le ragioni del mondo se interrompete qui la lettura, sono diventato un tormento io e questo amore che non arriva. Ma ditemi come faccio a non tormentarvi se sono il primo ad essere tormentato da quest'assenza incolmabile? E poi, sia chiaro che anche qualcuno di voi è diventato noioso almeno quanto me, dicendomi: "ma l'amore arriva proprio quando smetti di cercarlo!". Ma se è quello che voglio, come faccio a non cercarlo? Ma che mi venite a raccontare? Perché devo essere sempre io quello che fa di tutto per non dire cose scontate a chi ha bisogno di un aiuto concreto? Sono superbo, vanitoso, pensate (come al solito, non dite) ciò che volete, ma resta il fatto che c'è un dislivello piuttosto evidente tra quello che credo di dare e quello che ricevo. Ma ripeto, io non pretendo nulla, però questo sfogo è contro le parole inutili, le frasi di circostanza delle persone che credono di fare davvero qualcosa per te. No, non è stato fatto niente per me, e nemmeno voglio qualcosa, ma se devo ringraziare una persona per quello che fa per me, a quel punto non mi accontento, scusate. In questi casi, sappiatelo, i miei "grazie" sono di circostanza tanto quanto le vostre frasi simil-consolatrici. 

Tu scusami se adesso sono saturo di banalità 
ma avrò bisogno presto di baciare terra nuova, 
di fogli e di inchiostro per scrivere la mia storia. 
E no, non m'interessa sapere cosa mi riserverà, 
basta che sia diversa da quella che ho già scritto, 
spalancando la finestra e guardare che pioveva, 
col freddo tra le ossa, e nessuno mi riscaldava. 
Vorrei che arrivasse chi non mi crede uno sconfitto. 






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28/09/2009

La mia vita è coerente, mira sempre verso il cuore, 
mi spara con freddezza, sempre con il silenziatore. 
E nessuno può ascoltare, e nessuno può capire, 
ognuno si protegge con un: "Sai non ti so dire..." 

Queste, sono le stesse persone che mi dicono: "Tu sei speciale, non cambiare mai". Un complimento bellissimo, hanno utilizzato sedici secondi della propria vita per chiedermi di non cambiare mai. Superficialmente, gli occhi lucidi diventano lo specchio di un cuore rinfrancato da sei parole scritte in sedici secondi, un piccolo gesto...ma pur sempre un bel gesto. Siccome, però, io non sono superficiale (d'altronde se lo fossi non avrei questa passione per la scrittura), mi lascio inchiodare al petto l'altra faccia della medaglia, ed anche a me bastano sedici secondi e sei parole per affermare che "nessuno piangerebbe se io cambiassi davvero". Fino a pochissimo tempo fa, non ve lo nascondo, ero una persona che cercava sempre il consenso generale. Quando diffondevo qualcosa che avevo scritto, mi bastava un "bravo" per sentirmi ripagato. E no, ho capito che così non è giusto, per vari motivi. Innanzitutto perché in quello che faccio per qualcuno, in quello che scrivo, in quello che non ho paura di dire, ci metto l'anima, lasciate perdere se lo faccio per gloria o per amore verso il prossimo, fatto sta che lo faccio. E non è corretto che chi legge, chi si fida di me e mi racconta ogni dettaglio della sua vita, debba cavarsela con un "bravo" o con un "sei speciale, non cambiare mai". Perché non è quello che voglio, piuttosto vorrei barattare tutte queste parole con una persona che mi stia vicina in questo momento, ed in momenti come questo. 
Che momento? 

Sono mesi che le donne si travestono d'amore, 
sono mesi che, da solo, accendo lumi di paura, 
mesi che guardo tramontare il sole ed il futuro, 
mesi che non ho più nessun sogno da sognare. 

Senza troppi giri di parole, sono solo. E qui, superficialmente, molti dei miei amici potrebbero offendersi. Ma siccome, però, i miei amici non sono superficiali (d'altronde se lo fossero non sarebbero miei amici), avranno già colto la differenza tra un capriccio ("mi sento solo"), ed una richiesta di aiuto ("sono solo"), e soprattutto avranno già capito cosa intendo dire, affermando di essere solo. Avete tutte le ragioni del mondo se interrompete qui la lettura, sono diventato un tormento io e questo amore che non arriva. Ma ditemi come faccio a non tormentarvi se sono il primo ad essere tormentato da quest'assenza incolmabile? E poi, sia chiaro che anche qualcuno di voi è diventato noioso almeno quanto me, dicendomi: "ma l'amore arriva proprio quando smetti di cercarlo!". Ma se è quello che voglio, come faccio a non cercarlo? Ma che mi venite a raccontare? Perché devo essere sempre io quello che fa di tutto per non dire cose scontate a chi ha bisogno di un aiuto concreto? Sono superbo, vanitoso, pensate (come al solito, non dite) ciò che volete, ma resta il fatto che c'è un dislivello piuttosto evidente tra quello che credo di dare e quello che ricevo. Ma ripeto, io non pretendo nulla, però questo sfogo è contro le parole inutili, le frasi di circostanza delle persone che credono di fare davvero qualcosa per te. No, non è stato fatto niente per me, e nemmeno voglio qualcosa, ma se devo ringraziare una persona per quello che fa per me, a quel punto non mi accontento, scusate. In questi casi, sappiatelo, i miei "grazie" sono di circostanza tanto quanto le vostre frasi simil-consolatrici. 

Tu scusami se adesso sono saturo di banalità 
ma avrò bisogno presto di baciare terra nuova, 
di fogli e di inchiostro per scrivere la mia storia. 
E no, non m'interessa sapere cosa mi riserverà, 
basta che sia diversa da quella che ho già scritto, 
spalancando la finestra e guardare che pioveva, 
col freddo tra le ossa, e nessuno mi riscaldava. 
Vorrei che arrivasse chi non mi crede uno sconfitto. 






Uno a caso