09/02/2010
Cento volte abbiamo percorso questa strada,
aria di antico, eppure c'è sempre del nuovo:
si rinnova la speranza che qualcosa accada,
aldilà delle attese io, comunque, mi muovo.
Ed ovunque, ti trovo.
E cammino con te, amica che mi tieni per mano,
la tua pelle mi trasmette la più grande malattia:
il dubbio. Ma non oso domandarti "cosa siamo?",
sei la peste e la cura: tu ci sei, e ti sento mia.
Non placare l'agonia.
Non puoi sentirti tradita se il pensiero mi sfiora,
da anni si sfiorano le mani, e ne traevi serenità.
Il Cielo è dipinto di nuvole, vuoi restare ancora:
tu speri che la pioggia diluisca presto la realtà.
Ma il cuore resta qua.
Questa verità, noi, non l'abbiamo mai nascosta:
le emozioni sono uguali ma distinte da un nome
e, se non è amore, diamo loro un nome nostro.
Come un figlio, è un'emozione condivisa insieme.


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