21/08/2010
Ci sarà di certo il giorno della mia venuta al mondo,
la seconda. Sai, la prima è stata solo l'anteprima
di una vita che vivrò all'insegna dell'astuzia
che non mi porterà a fare sempre ciò che è giusto.
Ma individuerò ogni linea di confine,
dalla quella più palese fino a quella più sottile
tra amici e traditori, tra gente e serpenti,
tra donne e ragazzine, tra famiglia e "parenti".
Degli amici dei miei amici un amico non sarò,
e dall'avere certe amiche bene me ne guarderò,
terrò principalmente chi vivrà come verrà
per cui la regola dell'amico qualche volta sbaglierà!
Non sarà una vita opposta a quella che ho vissuto,
metterò principalmente una fine all'incompiuto:
intendo lavori, parole, promesse,
favori, ferite, amori per sempre.
Se io nascessi donna, avrei un nome altisonante:
forse Carla o Federica, chissà come ci si sente
a star dall'altra parte, a fingermi perfetta
ad usar senza ritegno chi vorrebbe darmi tutto.
La vendetta per tutto quello che ho subìto
troverà respiro dentro il cuore di un fallito
come me, fallito nella mia attuale vita:
non è detto che oramai qui tutto sia perduto.
Basta un minuto, che qualcosa cambi,
ma se rinascessi ancora avrei una vita davanti:
e se adesso sto aspettando che quel minuto passi
domani, il tempo, là, sarà ancora ad aspettarmi.
Mi starà alla larga soprattutto l'ignoranza
di chi non vive bene se non parla,
di chi crede che il diverso sia peggiore,
di chi ha fatto dell'amore una stupida illusione,
di chi crede l'amicizia uno scambio di favori
di chi spera con il cuore di avermi fatto fuori,
di chi profuma fuori essendo dentro marcio,
di chi ha tessuto lodi, facendone uno straccio.
Sull'argomento "sogni", sono spesso esagerato,
ma in fondo che mi costa sperare nel futuro?


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