25/10/2008
Scatto due volte i momenti della vita:
una copia in soffitta l'altra inchiodata
alla parete dei ricordi che ho dentro,
piena di graffi là sul cemento.
Male, mi fa male, male troppo, maledetto
ogni ricordo del suo sguardo che ritrovo dappertutto,
oggi che di me è rimasto uno specchio sporco.
Sono stanco, mi volto, ma non sono affatto corso
via da quel passato stropicciato dai miei incubi
che notte dopo notte sono sempre più terribili.
Tachicardici risvegli sono solo l'anteprima
di mille giornate ognuna uguale a quella prima.
Sulla vetta della china che provo a risalire
c'è una luce accecante che mi fa indietreggiare:
è solo un altro flash per quello sguardo nuovo
ma adesso ho paura di innamorarmi ancora.
Scatti su di me, ma in un ombra vedo lei.
Mi fai paura sai, perché?
Il tempo che si annulla, non ho più nome io.
Per me non prega nessun Dio, no.
Le dicevano: "Lascialo perdere", lo so:
a lasciarmi m'ha lasciato, ma a perdere non ci sto.
Mi ha definito pazzo perchè pur di prenderla per mano
avrei anche rinunciato a svegliarmi l'indomani,
sì, perchè perderla era un po' come morire,
e non c'è più amara morte quanto quella di un amore.
A segnare la mia fine ho spesso resistito,
ma di me non vive nulla, pur essendo ancora vivo.
Non passa questa nuvola, non vanno via i fulmini,
scaricati in ferite aperte come stigmati.
Vorrei dire una volta sola di aver dimenticato
di timbrare il cartellino al cospetto del passato;
ma devo rassegnarmi, il timbro è sempre più marcato,
mentre la mia forza pian piano viene meno.
Non riesco a sottrarmi a questo alito vento,
sento che mi porta via, verso un altro mondo.
Scatti su di me, ma in un ombra vedo lei.
Mi fai paura sai, perché?
Una scia rossa e densa, su questi polsi miei
so che non dovrei, ma ormai...
Falso, ho capito che non serve un gesto estremo
per dimostrare a chi si ama di amarla per davvero
E mentre questi scatti si ripetono all'infinito,
alzo lo sguardo e il resto...il resto resta dietro.


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