15/03/2005
Alla base io metto sempre adulti e ragazzi allo stesso livello. Sì perché, prendendo ad esempio i genitori e i figli, i motivi del conflitto sono identici: un genitore si lamenta del figlio perché quest'ultimo non lo ascolta, e il figlio si lamenta col genitore per lo stesso motivo. Che poi le differenze si vedano per i ruoli diversi che svolgono genitori e figli, è un fatto a parte. Un adulto, nei vari rapporti con i ragazzi (genitori-figli, insegnanti-alunni ecc...) utilizza spesso un tono severo, ma a fin di bene, e questo purtroppo non viene quasi mai compreso dai ragazzi, poiché ogni volta che gli adulti si oppongono ad una loro scelta viene considerato spirito di contraddizione o incomprensione.
Ma se gli adulti qualche volta sbagliano davvero e i ragazzi si lamentano, gli adulti prendono le lamentele come "quelle solite" dei ragazzi, e camminano imperterriti sulla strada dell'errore. Ma visto che un adulto, nel più dei casi, è maturo, si accorge dell'errore commesso, ma difficilmente chiede scusa al ragazzo. Questo succede spesso nelle famiglie, il luogo dove si è più naturali in assoluto, ed è ovvio che la famiglia sia anche il luogo dove si è più propensi a sbagliare, dato appunto la naturalezza e la veridicità con cui si vive la giornata. Insomma, non aspettiamoci che in famiglia si viva sempre un clima natalizio (forse sta scomparendo anche quello), perché gli adulti e i ragazzi di oggi sono troppo diversi per stare insieme pacificamente.
Un altro motivo di lite tra adulti e ragazzi è la moda che incombe: tempo fa, la moda cambiava di decennio in decennio, ora bastano quattro o cinque mesi che una cosa diventa "out". E questo agli adulti non va giù. Dicono che abbiamo troppi vizi, troppe comodità, che rifiutiamo il buon vecchio lavoro manuale: ma chi li ha inventati i vizi e le comodità, se non gli adulti? Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma gli adulti devono capire che se esistono queste possibilità noi le sfruttiamo finché possiamo, è normale. Com'è normale andare incontro agli adulti perché, in fondo, è a loro che dobbiamo tutto.
Ben diverso è il rapporto tra insegnanti ed alunni, perché spesso entrambe le parti fingono, ed il rapporto è più professionale che familiare. Da parte degli alunni c'è la tensione all'inizio e il menefreghismo poi. Tra i ragazzi invece il rapporto in apparenza può sembrare tranquillo, ma in realtà non lo è: tra i ragazzi c'è sempre il solito bullismo stupido, prendendo di mira quei pochi che non sono come loro. Tra le ragazze, invece, c'è odio allo stato puro, con scambi di scortesie snob, facendo gare di bellezza e di esposizione delle proprie forme (chi può). Tra i due sessi, è difficile tenere un rapporto di amicizia perché si finisce sempre per innamorarsi, ma se ci si riesce, il rapporto d'amicizia uomo-donna è il migliore di tutti. Dico questo perché lo sto vivendo con una ragazza della III/A con cui condivido tutto, e non capisco perché non me ne sono ancora innamorato.
Michele Di Sarno
IIc
15/03/2005
IIc
15/03/2005


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